Leggo spesso riflessioni sull’opportunità di usare Windows oppure GNU/Linux in ambienti educativi. Quasi sempre la problematica viene affrontata ponendo al centro della questione l’opportunità di effettuare la scelta per motivi economici.
Sebbene l’aspetto economico sia importante e senza dubbio da considerare, ritengo che ve ne sia un altro che mette in gioco e richiama scelte urgenti, impellenti e improcrastinabili. Mi riferisco all’aspetto EDUCATIVO.
Negli ambienti scolastici in cui si utilizza Windows si educa alla illegalità. Certo, non è il sistema operativo di casa Microsoft il responsabile di questa devianza, ma un’esperienza ultra ventennale mi suggerisce che gli annessi e connessi all’utilizzo di questa piattaforma induce a comportamenti deviati. Inutile fare gli ipocriti. Le poche isole felici (se esistono) nelle quali tutto è a norma, non inficiano purtroppo questa desolante realtà.
Due premesse
- Si strombazza a destra e a manca la scuola delle 3i, di cui una starebbe per “Informatica”. Ci si riempie la bocca con sigle tipo IT, LIM, oppure multimedialità, ecc. ecc. Si sottolinea la necessità di educare al pensiero critico, all’utilizzo di nuove tecnologie per facilitare l’apprendimento e per educare ai nuovi linguaggi.
- Le scuole pubbliche dell’Infanzia e Secondarie di Primo Grado in Italia hanno una disponibilità economica risibile. Urliamolo pure in faccia al Ministro: queste scuole campano grazie alle continue donazioni (in tante forme) dei genitori, dei Comitati Genitori, delle Associazioni che raccolgono e donano agli Istituti, degli insegnanti che lavorano GRATIS a casa anche di notte e che acquistano attrezzature con il proprio stipendio, di tanti genitori che donano il loro tempo per organizzare feste finalizzate a finanziare la scuola! L’unica cosa che sembra saper fare il Ministro è tagliare
Vediamo allora, tenendo ben presente questi due aspetti, cioè la necessità di una scuola al passo coi tempi e la scarsa disponibilità economica, come si è organizzata la scuola reale. Nella stragrande maggioranza delle aziende, private e/o pubbliche che siano (sistema scolastico compreso), il sistema che fa funzionare i Personal Computer è quello di casa Microsoft.
L’utilizzo di una piattaforma proprietaria come è appunto Windows porta in sé alcune conseguenze inconfutabili:
- Costi per il sistema operativo e per i successivi aggiornamenti di versione
- Costi per software antivirus poichè senza non è pensabile utilizzarlo vista l’enorme quantità di malware che ogni giorno viene prodotto e messo in circolazione per colpire Windows
- Costi della stragrande maggioranza degli applicativi che girano su questa piattaforma
- Costi per i sistemi server indispensabili per organizzare decentemente realtà in cui si superano le 15-20 unità
- Induzione a scaricare software illegalmente quando il budget non ci permette di acquistarlo legalmente (cioè quasi sempre)
- Atteggiamento diffuso a distribuire (illegalmente) agli studenti il software utilizzato a scuola affinché possano utilizzarlo a casa.
- Diffusione di una cultura dominata dal pensiero: “lo faccio per i ragazzi quindi che male faccio?”
- … nel mentre i fanciulli crescono inglobando il concetto: “Quando possibile scaricare con emule”
Mia figlia fa un Istituto d’Arte dove hanno riempito un’aula di ‘fighissimi Apple’ (zai com’è, zono così avanti nella glafica …) ed utilizzano naturalmente Office e Photoshop … avete già capito … le copie craccate non possono che gironzolare allegramente ovunque. Non si può certo chiedere ad una famiglia di acquistare (seppure con licenza studente) Photoshop, Office, ecc. ecc. Ma diamine siamo impazziti?
Madame Microsoft è ben disposta a tacere mentre stanno evangelizzando gratuitamente schiere di giovani al loro software con copie illegali. Sa benissimo che quella non è solo pubblicità gratuita, ma pure formazione gratuita. E non è poco. Infatti puntualmente: “Papà dobbiamo installare subito Photoshop, perché a scuola usiamo quello”
Mi rattrista sapere che i miei colleghi fanno scelte così stupide, ma mi fa incazzare molto di più chi dai piani alti tace, o peggio, fa accordi con le solite multinazionali del software facendo passare la scelta come una cosa intelligente. Conseguentemente le spese di tutta la comunità lievitano all’assurdo.
Windows porta al pensiero illecito, all’atteggiamento illegale.
La mia esperienza dimostrerebbe che questa affermazione non è campata in aria.
Primo periodo
A partite dagli anni 80 mi immergo in sistemi pre-DOS come Zpectrum Z80, Commodore 64 ecc. E’ il periodo pionieristico dominato da televisori di seconda mano regalati dalle famiglie e connessi ai primi Home Computer in laboratori improvvisati che cominciano a diffondere Logo. Subentreranno presto i Personal Computer con il DOS. Nel frattempo apprendo i comandi da console e scopro la programmazione. La cosa è entusiasmante.
Secondo periodo
Microsoft rincorre Apple. Passo a Windows (3.1, 95, NT, 2000) con una breve parentesi verso OS2 (gran sistema di IBM che finirà su di un binario morto). E’ il periodo caratterizzato da una certa complessità nell’installazione di driver per fare funzionare come si deve le periferiche connesse ai PC (forse sono proprio i driver, o meglio la loro mancanza, a decretare la morte di OS2).
Terzo periodo
Studio l’utilizzo di Windows server NT, 2000, 2003 e Windwos XP. Le conoscenze accumulate mi consentono di organizzare reti di PC in alcune scuole con Windows 2003 server che funge da Controller di Dominio, server Web e di database. Tanti client con XP Professional sfruttano i servizi erogati dai server. Il controllo attraverso le policy è fantastico. Sembra tutto in mio potere. Ho studiato tanto, sperimentato di più e speso una cifra che è meglio tacere, ma sono soddisfatto: quando entro nei laboratori ho l’impressione che tutto funzioni … o quasi.
Piano piano in questo periodo emergono e prendono corpo tre aspetti.
- I costi del software per windows (server, applicativi, antivirus) sono troppo esosi per scuole medie ed elementari. Di più, anche considerando i prezzi scontati per le scuole, sono costi pazzeschi: insostenibili
- I sistemi windows sono bersagliati da malware a tal punto da rendere davvero la vita complicata. Non è solo una questione di impegno per rimediare ai danni dovuti al malware che bypassa i controlli. Si è obbligati all’utilizzo di potenti antivirus che mettono in ginocchio l’efficienza del computer. Cio’ costringe al rinnovo dell’hardware altrimenti le prestazioni degradano all’indecenza.
- E’ il periodo in cui si comincia a “MALEDUCARE” gli studenti. Si offre agli alunni software duplicato abusivamente. Perché? Nella migliore delle ipotesi la scuola ha acquisito tutte le licenze (dissanguandosi) di quel determinato software e non puoi certo pretendere che facciano la stessa cosa le famiglie. Tutte. Di fronte ad uno studente che chiede di poter lavorare a casa, che fai? Lo duplichi e glielo consegni. In questo modo però si educa ad una mentalità distorta in cui il messaggio è: se puoi, scaricalo con emule ed usalo. Fa strada un atteggiamento illegale che piano piano entra nell’abito mentale delle persone. Azioni che nascono per fare del bene a singoli, finiscono per fare male all’intera società. E’ un disastro etico. L’opposto di ciò che la scuola dovrebbe insegnare. Siamo alla diffusione del pensiero illecito. Vedo colleghi rigorosi nella valutazione, severi con gli studenti, pronti ad indicare l’errore, dirigenti inflessibili applicare alla lettera le circolari ministeriali. Tutti a pretendere serietà, giudici inflessibili e coerenti. Ma nascosti dietro le tastiere, vedo gli stessi usare software illegale e “craccato”, licenze fasulle e sistemi operativi che non superano il test di convalida. Il dramma è che l’atteggiamento illecito è rimosso inconsciamente perché oggi è la “norma”.
Quarto periodo
Per tanti anni, nel periodo delle vacanze, mi ripromettevo di provare GNU/Linux. Finalmente arriva l’estate giusta, tutta trascorsa a scoprire il Pinguino. Un bagno di sangue, di installazioni e reinstallazioni. Imprecazioni e sospiri, sino a urla di gioia: FUNZIONA!!!!!! EKKOME!!!!!
A settembre tutti i PC hanno il dual boot e finalmente a fianco di Windows XP si può utilizzare Ubuntu.
Quinto periodo
Se ad un utente viziato di Windows offri il dual boot con GNU/Linux, non si accorgerà nemmeno dell’esistenza di quest’ultimo. Si entra perciò nella nuova era, quella di Tux. Tutti i server Windows vengono smantellati e sostituiti con server GNU/Linux, via la possibilità di scegliere: all’accensione partirà solo un sistema. Sarà open e free: Ubuntu.
E’ in quest’ultimo periodo che mi accorgo come molti utenti (quelli già rodati a Windows) non incontrano grosse difficoltà, anzi. In fin dei conti la maggior parte di essi usa il PC per scrivere testi con OpenOffice, navigare su Internet con Firefox e stampare documenti. Tutte operazioni che nei due sistemi sono pressoché identiche.
Oggi, nei laboratori in cui opero, tutto il software proprietario è stato sostituito da software applicativo e di sistema free (in molti casi pure Open). Ecco solo alcuni esempi:
- Office -> OpenOffice (souite da ufficio)
- Inspiration -> CmapTools (mappe concettuali)
- Potoshop -> Gimp (ritocco fotografico)
- Microworld -> NetLogo (programmazione)
- Windows server -> Ubuntu server (sistema server)
- MSSQL -> MySQL (server di database)
Aggiungo inoltre che gli antivirus sono solo un vecchio ricordo del passato. Il pinguino attualmente non deve preoccuparsene.
Pochissime volte mi capita di dover ripristinare una postazione con un’immagine di sistema archiviata, e quando capita non è causa malfunzionamenti dovuti a virus, ma hardware da sostituire.
Il controllo dell’accesso ad Internet ora è svolto da un Proxy che fa da Web filter (Squid+SquidGuard) del quale mi dimentico pure l’esistenza se non nei momenti in cui lancio uno script per aggiornare le blacklist dal server GNU/Linux.
Ho scoperto dopo anni che educare alla LEGALITA’ è la cosa piu’ bella ed importante che si possa fare a scuola. Di più, è l’obiettivo principale della SCUOLA. Ora posso insegnare ai ragazzi strade alternative al download illegale, all’utilizzo di programmi craccati. Posso mostrare comunità che collaborano per risolvere problemi legalmente. Oppure per offrire aiuto lungo il percorso di apprendimento di GNU/Linux. Posso illustrare software alternativi che in molti casi non hanno nulla da invidiare a quelli proprietari. Soprattutto posso comunicare atteggiamenti e comportamenti in sintonia con gli obblighi e gli obiettivi di una scuola.
Negli anni ho potuto constatare, osservando gli altri e me stesso, che nei giovani e negli adulti piano piano ed inconsapevolmente v’è stata una graduale normalizzazione dell’atteggiamento di appropriazione illecita. Si ruba senza rendersene conto. Scaricare copie illegali (musica, video o software che sia) è rubare. In tanti lo fanno considerando la cosa normale. Anche se tardi è ora che almeno la scuola faccia la sua parte. Scegliere una piattaforma che aiuta a modificare questo atteggiamento non è poco! Dovrebbe essere imposta dall’alto.
Viviamo in una società in cui gli atteggiamenti illegali sono diffusi (non occorre citare i dati relativi all’evasione fiscale). Non ci possiamo permettere che anche negli ambienti educativi siano divulgati comportamenti scorretti. Anzi, solo partendo da questi contesti sarà possibile cambiare direzione e senso di marcia. E lo si deve fare presto affinché non sia troppo tardi.
Occorre solo che anche il Ministro di turno lo capisca e si dia da fare come tanti di noi hanno dovuto fare per saltarci fuori. In silenzio, senza chiedere nulla in cambio, dedicando con piacere molto di quel tempo libero che la maggior parte delle persone rinfaccia agli insegnanti.
Mi auguro che la prossima riforma della scuola invece di occuparsi dei grembiulini, oppure delle discipline da eliminare, dei docenti da tagliare e del personale ATA da recidere, prenda in considerazione metodi e strumenti per migliorare l’insegnamento e ponga al centro della questione l’alfabetizzazione per un’etica improntata a comportamenti onesti. Perché solo i comportamenti possono educare chi ci osserva.
sacrosante verità; bellissima cronistoria di un vero informatico
Premetto che sono d’accordo sull’utilizzo di Linux nelle scuole, però non sono del tutto d’accordo riguardo alle argomentazioni. La critica sul ministero dell’istruzione invece mi trova completamente concorde.
Cito alcuni passi:
“insegnanti che lavorano GRATIS a casa anche di notte e che acquistano attrezzature con il proprio stipendio”
E’ verissimo! Mia madre, professoressa di scuola superiore, è costretta a fare così avendo a cuore i suoi studenti.
“Costi per software antivirus”
Esistono antivirus gratuiti, efficienti e sempre aggiornati che uniti ad un buon spyware, sempre gratuito, non fanno passare nulla
“Costi della stragrande maggioranza degli applicativi che girano su questa piattaforma”
Non del tutto vero, perché quando assemblo pc per altri li riempio di software completamente gratuiti con cui possono fare TUTTO.
“nel mentre i fanciulli crescono inglobando il concetto: “Quando possibile scaricare con emule””
Non credo sia un concetto inculcato solo a scuola, perché la gente scarica anche quando una cosa è gratis.
Ad esempio quando alcuni gruppi musicali famosi (Radiohead e Nine Inch Nails) sperimentarono lo scaricamento del loro nuovo album dal loro sito ad offerta, e l’offerta poteva anche essere 0, la maggior parte della gente l’ha comunque scaricato dal mulo
“utilizzano naturalmente [...] Photoshop”
Non vedo alternative per chi frequenta un istituto d’arte e deve imparare un mestiere basato su questo software. Sarà sbagliato, ma è la realtà dei fatti. Chi vuole mandare i propri lavori in stampa li deve necessariamente mandare in formato Photoshop o Illustrator. Inoltre è impensabile fare con Gimp ciò che si può fare con Photoshop a livello avanzato. Gimp può andare bene per me, ma non per un futuro professionista del settore
“E’ il periodo in cui si comincia a “MALEDUCARE” gli studenti. Si offre agli alunni software duplicato abusivamente.”
Non è certamente colpa del software proprietario, bensì di chi spaccia software contraffatto.
Tornando sempre su Photoshop come esempio, se decido di fare il grafico devo mettere in conto di spendere soldi per acquistarlo. Equivale ad acquistare un libro di testo, ma in tal caso si tratta di un software. Potrei anche fotocopiare il libro e sarei nell’illecito ugualmente, senza colpevolizzare chi vende il libro a decine e decine di Euro.
Spero che i miei pensieri possano essere costruttivi
Saluti.
Ciao DMJ,
i tuoi pensieri sono senza dubbio costruttivi. In fin dei conti completano, anzi, siccome niente è probabilmente definitivo e finito, ampliano le riflessioni proposte e ne sollecitano di nuove.
E’ verissimo che in fatto di sicurezza puoi saltarci fuori con prodotti free opportunamente selezionali, ma ti assicuro non è la soluzione di una scuola con pc obsoleti.
Come non è vero che il download illegale “sia un concetto inculcato solo a scuola”. Il fatto è che purtroppo stiamo parlando della scuola … se anche lì si diffonde questa mentalità, invece di proporre qualcosa di più etico, siamo messi male. E’ questo che intendevo.
Certo a “Maleducare” non è il software, sono persone in carne ed ossa cresciute nell’ambiente propizio a questa pratica. A volte sono scelte fatte a monte che favoriscono condizioni particolari nelle quali diventa più facile peccare.
Photoshop, io credo, non è affatto indispensabile in una scuola d’arte. Lo sono i concetti che vi stanno dietro. Faccio un banalissimo (forse troppo) esempio per chiarire. Una volta appreso che è possibile lavorare per livelli con un software, quanto tempo impiego cambiando interfaccia ad individuarli e utilizzarli?
E’ meglio una scuola che addestra a determinati software, oppure quella che fa comprendere, usare e implementare i concetti/procedure che stanno alla base del proprio futuro lavoro? Dobbiamo educare all’addestramento di un programma, o gettarci nell’impresa di dare strumenti mentali che come grimaldelli apriranno le porte che stanno davanti a noi oggi e magari domani?
In azienda, sapendo bene cosa sono i colori, come vengono gestiti dal software, come si possono trattare e manipolare utilizzando l’informatica, non credo dovrò fare poi tanta fatica nell’adattarmi al programma che offre i migliori risultati.
E con questi ciclopici dubbi ti ringrazio per le riflessioni e ti auguro buona giornata.
Concordo sul concetto che la scuola debba proporre qualcosa di più etico, ed è per questo che l’indurre alla pirateria informatica non può essere giustificato da una necessità nemmeno se dovuta al software proprietario. Quindi è certamente meglio effettuare delle scelte a monte che facilitino il compito agli educatori.
Riguardo all’utilizzo di software come Photoshop devo ammettere che è del tutto corretto ciò che dici e che in effetti è importante insegnare i concetti di base che possano essere applicati in maniera più universale, soprattutto in un ambito quale la scuola superiore che non entra ancora nello specifico di una professione.
Tengo a precisare che non sono assolutamente un sostenitore di questo o quell’altro sistema operativo, e lavorando nell’ambito dell’informatica mi limito ad utilizzare gli strumenti più consoni per ogni tipo di applicazione, considerando tutti i prodotti disponibili e, ove possibile, preferendo quelli gratuiti.